Violento sgombero
 
Freddy Carrión - Intendente delle Telecomunicazioni e Poste (Foto END)
 
Alla vigilia dell'arrivo della delegazione della Organizzazione degli Stati Americani (OEA) in Nicaragua, continua in modo sempre più preoccupante la scalata della crisi istituzionale tra i diversi Poteri dello Stato.
Nei giorni scorsi la Asamblea Nacional aveva creato la Superintendenza dei Servizi Pubblici (Sisep) ed aveva nominato i rispettivi Intendenti per i settori delle Telecomunicazioni/Poste, Acqua, Energia elettrica e Assistenza ai consumatori.
La nuova istituzione è frutto di varie riforme costituzionali effettuate dai deputati, che di fatto hanno tolto una serie di poteri al Presidente della Repubblica passandoli alla Asamblea Nacional (in questo caso si tratta del controllo e delle nomine dei direttori degli Enti statali che regolano i servizi basici).
Il Presidente Bolaños, afferrandosi ad una risoluzione della Corte Centroamericana de Justicia (CCJ) che vietava tali riforme considerando che alteravano l'equilibrio tra Poteri, ha quindi deciso di non riconoscerle.
In breve tempo ci si è quindi trovati  con due tipi di Enti Regolatori. Telcor (Telecomunicazioni/Poste), Ine (Energia elettrica) e Inaa (Acqua) riconosciute e sostenute dal Governo, la Superintendenza dei Servizi Pubblici, invece, riconosciuta dalla Asamblea Nacional.
Il Presidente Bolaños ha quindi ordinato alla Polizia di circondare gli edifici di questi Enti impedendo l'entrata ai nuovi Intendenti che si sono presentati per assumere la carica al posto dei direttori nominati dal Presidente stesso.
Solo 24 ore dopo le nuove nomine, il giudice Davíd Rojas ha emesso una sentenza (che per legge deve essere  eseguita dalla Polizia nazionale dato che in Nicaragua non esiste Polizia giudiziaria) con la quale riconosceva la nuova istituzione e il diritto dei nuovi Intendenti a prendere possesso della propria carica. Ordinava inoltre alla Polizia di permettere loro l'entrata negli edifici e di considerare come nullo l'ordine di controllo degli edifici ordinato da Bolaños.
La Polizia si era quindi trovata in una situazione molto complessa, dato che la Costituzione la colloca agli ordini del Potere Esecutivo, ma  la obbliga anche ad eseguire le sentenze giudiziarie.
 
Nei giorni scorsi il Capo della Polizia, Edwin Cordero, aveva detto che pur rispettando gli ordini del Presidente della Repubblica doveva anche compiere ciò che viene sentenziato da qualsiasi giudice e questa dichiarazione aveva fatto intravedere quella che sembrava una prima crepa tra il Potere esecutivo e le forze di Polizia.
Siccome la sentenza del giudice Rojas non era stata rispettata, durante la mattinata del 14 giugno la giudice del 2do Distretto Penale di Managua, Concepción Duarte, aveva emesso una seconda sentenza nominando il giudice David Rojas come Interventore all'interno di Telcor ed ordinando alla Polizia di permettere l'entrata dei nuovi Intendenti e di scortarli per evitare eventuali attacchi od aggressioni da parte di frange filo governative.
I due giudici e tutti i nuovi intendenti hanno quindi accompagnato l'Intendente delle telecomunicazioni, Freddy Carrión, di tendenza sandinista, all'interno del Telcor e si erano insediati negli uffici del quarto piano, mentre all'attuale direttrice Martha Lugo veniva impedito l'accesso alla stanza.
Fuori dal Telcor, intanto, si è presentato un folto gruppo di donne che appoggiavano la signora Lugo.
La tensione è però andata via via crescendo, mentre fuori dall'edificio si ammassava sempre più gente dei diversi bandi.
Improvvisamente verso le 18.30, probabilmente a seguito di un ordine venuto direttamente dal Presidente della Repubblica, i corpi speciali della Polizia hanno cambiato atteggiamento e invece di proteggere i nuovi Intendenti come aveva fatto fino a quel momento, hanno fatto irruzione nella stanza dove erano riuniti per pianificare le attività dei prossimi giorni e li hanno obbligati a uscire. Di fronte alla loro resistenza hanno iniziato a spingerli e a portali nel cortile con la forza.
Stessa sorte hanno subito i due giudici che sono stati buttati fuori violentemente.
Intanto, il nuovo Intendente delle telecomunicazioni, Freddy Carrión, veniva aggredito fisicamente da alcuni dei direttori del Telcor.
Sulla strada adiacente all'edificio si era intanto presentata una grossa massa di persone di tendenza sandinista che, vedendo ciò che stava accadendo, si è buttata contro il portone principale per cercare di evitare che gli Intendenti venissero buttati fuori ed è stata necessaria una carica della Polizia per disperdere la gente.
I cancelli sono stati immediatamente  richiusi e i corpi speciali della Polizia hanno ripreso possesso dell'installazione circondandola con armi pesanti alla mano.
I nuovi Intendenti e i due giudici hanno immediatamente dato dichiarazioni molto forti alla stampa accusando Bolaños e la Polizia dell'atto illegale commesso.
Hanno inoltre denunciato che il capo della polizia di Managua li avrebbe minacciati dicendo, che il Presidente della Repubblica aveva detto che se entro le 21 Telcor non fosse stato sgomberato, avrebbe decretato uno Stato d'Emergenza, sospendendo i diritti costituzionali e che quindi sarebbero finiti immediatamente in carcere.
Già dalla giornata di domani presenteranno denunce contro la Polizia, accusandola apertamente di violazione alla Costituzione per essersi rifiutata di rispettare una sentenza giudiziaria.
Per tutta la serata la gente è rimasta fuori dall'edificio facendo suonare a volume altissimo canzoni di lotta, mentre il personale del Telcor restava ancora rinchiuso nell'edificio protetto dalla Polizia.
Poco dopo lo sgombero violento si è diffusa la notizia che la Contraloria de la Republica aveva emesso una risoluzione contro il Presidente Bolaños, condannandolo a 4 mesi di sospensione del salario e chiedendo alla Asamblea Nacional la sua destituzione per non aver rispettato e riconosciuto le nuove nomine e quindi non aver rispettato la Costituzione.
 
In questo clima di estrema tensione, che molto probabilmente continuerà nella giornata di domani quando verranno emesse nuove sentenze di condanna e nuove risoluzioni  da parte del Potere Giudiziario per permettere ai nuovi Intendenti di assumere la loro carica, è probabile che possa ora aggiungersi l'elemento della protesta di varie frange di popolazione legate ai due principali partiti (Fsln e Plc).
Questo clima desta particolare preoccupazione anche in vista della marcia del prossimo giovedì 16 giugno, indetta da alcune organizzazioni della società civile, da vari partiti filo governativi, da alcuni dissidenti sandinisti e liberali, dall'impresa privata e da varie personalità che, nonostante ufficialmente sia stata indetta per lottare contro il patto libero-sandinista, assume sempre di più l'immagine di una marcia filo Bolaños.
Nella giornata di oggi gli studenti universitari hanno già detto che impediranno che la marcia parta dalla Avenida Universitaria, luogo storico da cui sono sempre partire le marce per il 6% e ultimamente, le proteste contro l'aumento del prezzo dei trasporti pubblici.
Anche Gustavo Porras, deputato sandinista e Segretario generale della Federación Nacional de los Trabajadores (FNT), ha già detto che "impediremo che la marcia parta da quel punto, dove sorge il monumento a Che Guevara e dove storicamente partono le marce dei settori popolari e dei lavoratori, mentre questa marcia è indetta dalla destra reazionaria, dall'oligarchia filo statunitense". Ha anche invitato i lavoratori a non accettare le imposizioni del governo e degli imprenditori che li vogliono obbligare a partecipare.
 
La situazione sembra sempre più delicata, con un Governo che non governa, con una Polizia che oggi ha dimostrato una volta per tutte da che parte sta e con una crisi istituzionale senza precedenti.
 
(Testo Giorgio Trucchi)