Lettera aperta alla popolazione ed all’Amministrazione della città di Ceriana.

 

Cari cittadini ed amministratori di Ceriana, egregio sig. sindaco Piero Roverio,

ci sembra doveroso, dopo che la Vostra comunità ha ospitato la appena trascorsa Festa per la Solidarietà con Cuba, esprimere i più sentiti ringraziamenti da parte di tutti i componenti del nostro circolo. Senza la collaborazione dell’amministrazione e delle associazioni di volontariato di Ceriana  non avremmo potuto ottenere il grande successo realizzato con la festa. Vogliamo quindi pubblicamente ringraziare i volontari della Protezione Civile, della Pro Loco, del Circolo Arci Nuova Ceriana oltre, naturalmente, all’Amministrazione ed i cittadini tutti.

Siamo ancora profondamente commossi per la Targa che il Comune, nella persona del vice sindaco Bruna Rebaudo, ha voluto offrire sia alla nostra associazione sia al sindaco della sorella città cubana di Guisa, in rappresentanza di tutta la comunità di quel luogo. Questa è la prova che la solidarietà tra i popoli non conosce barriere ideologiche e che i tempi sono maturi per ripensare ad un modo nuovo e più giusto di considerare i rapporti tra la gente di tutto il mondo. Certo questo anno la dimensione di questa solidarietà assume connotati ancora più forti, dovuti ai gravi danni che ha patito proprio la popolazione di quella provincia cubana, provocati dal feroce uragano Dennis. La perdita di vite umane è stata contenuta, anche se la morte di 16 persone rimane sempre un fatto tragico, dalla grande efficacia dell’organizzazione di difesa civile dell’isola, portata come esempio dalle stesse Nazioni Unite, ma non è stato possibile evitare lo sradicamento delle colture agricole, lo sconquasso delle vie di comunicazione e delle reti elettriche e idriche, il danneggiamento di moltissime abitazioni, scuole, ospedali. Un gran numero di edifici, oltre 140.000, sono stati distrutti totalmente. La perdita di bestiame, soprattutto avicolo, è stata considerevole. Il totale complessivo dei danni si può stimare, per difetto, in 1.400 milioni di dollari che per un’economia come quella cubana è una cifra enorme.

Cari concittadini di questo estremo ponente, i liguri si sa, sono spigolosi, a volte anche scostanti ed amano poco i lunghi discorsi, ed anche se ormai gli abitanti di Liguria sono un caleidoscopio etnico, di regionalità, di nazionalità, i nostri caratteri non hanno potuto non influire anche su culture che, in fondo, tanto diverse non sono. Siamo figli di questa nostra terra, mai completamente monte e mai totalmente mare. Siamo cresciuti abbarbicati  alle pietre dei muri delle nostre fasce, chilometri di pietre, tonnellate di pietre per trattenere e difendere un pugno di terra strappata con le unghie tra masso e masso. Abbiamo sempre dovuto lottare contro le avversità della montagna, armati di magaglio, o a bordo di un gozo contro i marosi, armati di remo, senza mai decidere veramente se essere montanari o marinai, così, nell’indecisione, siamo diventati entrambe le cose, imparando nel modo più duro. Non c’è da stupirsi se siamo gelosi della nostra poca roba, costata un prezzo tanto alto in fatica, dolore ed anche lacrime. Alcuni, erroneamente, definiscono questo nostro attaccamento a quello che in definitiva è la nostra terra e il risultato del lavoro caparbio di generazioni, con l’ingeneroso termine di “avarizia”. Invece la nostra cultura è una cultura di solidarietà. Non avrebbe potuto essere altrimenti, perché abbiamo imparato come sia importante la presenza di qualcuno che condivida il nostro sentiero inerpicandoci sui monti, come sia confortante sapere che tra i marosi c’è una barca che ci naviga accanto, a cui chiedere o dare aiuto in caso di bisogno. Il nostro senso di giustizia e di equità, il nostro amore per la libertà e la verità l’abbiamo sempre dimostrato in tutte le epoche, fino alle più recenti, quando migliaia di giovani scelsero di rischiare la propria vita, patendo fame e freddo, per salire sulla montagna, nostra madre, e reagire contro l’inumano terrore del nazifascismo.

Per questo sappiamo che potremo sempre contare su questa gente di Liguria, per questo Ceriana rimarrà una costante, un punto fermo a cui ancorarci, per questo non avremo timore di chiedervi ancora aiuto. Per questo siamo sicuri che non rimarrete indifferenti al dolore ed alla necessità della sorella città di Guisa.

Grazie Ceriana.

 

Gio Batta Prevosto (Titen)

segretario del circolo dell’Ass. Naz. d’Amicizia Italia/Cuba di San Remo e Ceriana